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L’arte bizantina

Mirabili vestigia della magnificenza dell'architettura e dell’arte musiva bizantina si trovano nella città di Ravenna. Le testimonianze più significative si collocano tutte tra il V e il VI secolo dopo che Basileus Giustiniano “Il Grande”, divenuto nel 527 Imperatore d’Oriente con sede a Costantinopoli, decise di liberare l'Italia dai barbari di origine tedesca.

 

Ravenna - Basilica di San Vitale

Il suo sogno era quello di riportare l’Impero Romano all’antica grandezza, riconquistando le terre d’Occidente. Ebbe così inizio la guerra gotica, che si protrasse per circa vent’anni, durante la quale Roma e Milano furono distrutte.

Nel 540 l'esercito bizantino entrò a Ravenna, comandato dal generale Belisario, che pose fine al regno dei Goti. Grazie alla sua posizione geograficamente strategica, dal 553 al 752 la città divenne Capitale dell’Impero d’Occidente e godette di un lungo periodo di pace (540-568).

Giustiniano, che fu anche un grande legislatore, estese il diritto bizantino all’Italia (Prammatica sanzione 14 VIII 554), divisa in province sottoposte alla prefettura di Ravenna. Sotto l'influenza dell’Imperatore, la città conobbe un nuovo periodo di grande splendore superando la stessa Roma in magnificenza e bellezza. In questo secolo la fioritura dell'arte bizantina raggiunge a Ravenna il suo apice con quel capolavoro costituito dalla Basilica di San Vitale. A pianta ottagonale, con nartece absidato e vestiboli triangolari, l’interno racchiude i bellissimi mosaici raffiguranti il corteo di Teodora e Giustiniano.

 

Dello stesso periodo è anche la serie di Martiri e Vergini nella Chiesa di Sant'Apollinare Nuovo: nel registro inferiore della basilica furono infatti apportate modifiche e sostituzioni della decorazione musiva precedente che rappresentava l’arianesimo di Teodorico il Grande. La Basilica di Sant’Apollinare in Classe, fiancheggiata da torri e interno basilicale con mosaici coevi, chiude il periodo aureo dell'architettura bizantina. Il grande sogno di Giustiniano fallì e Ravenna si avviò verso un lento ineluttabile declino.

 

Nel 568, tre anni dopo la morte dell’Imperatore, l'Italia fu invasa dai Longobardi che però non riuscirono mai a occupare stabilmente la provincia di Ravenna. Oggi il centro storico di questa città è un gioiello nel quale sono incastonate autentiche perle dell’architettura e dell’arte bizantina. Qui si possono ancora ammirare le maggiori opere di quando fu Capitale dell’Impero di Occidente.

 

Nel 1993 è stata inoltre riportato alla luce “La Domus dei Tappeti di Pietra”: un sito archeologico a pochi passi dalla Basilica di San Vitale, che mostra la pianta e un meraviglioso apparato decorativo pavimentale di un palazzo risalente al VI secolo.

 

Per maggiori informazioni
Redazione di Ravenna

Ultimo aggiornamento 10/01/2017

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