Manufatti in legno
La lavorazione del legno secondo lo “Stile Grazzano” è una tipicità dell’omonimo e singolare paese che si trova nel territorio piacentino, un esempio di quella architettura italiana tra Otto e Novecento di tendenza revivalistica. Seppure fosse già attiva in quel periodo la falegnameria di Donnino Borlenghi, è nel primo Novecento, grazie alla rinascita del borgo ad opera di Giuseppe Visconti di Modrone, che i mestieri locali conoscono una nuova stagione.
Fiorisce così quell’artigianato creativo le cui forme si rifanno al Quattrocento, il secolo in cui si colloca la costruzione del castello. Ancor oggi a Grazzano continua la produzione di pregio secondo lo stile che lo ha reso famoso.
Non è da meno Rolo, nel reggiano, la cui lavorazione del legno per la fabbricazione di mobili intarsiati vanta una lunga tradizione.
Recentemente, grazie anche all’attività di studio e ai corsi teorico-pratici sulle tecniche dell’intarsio che si tengono annualmente presso il Museo della Tarsia, sono sorte numerose botteghe artigiane dedite alla produzione, al restauro ed alla commercializzazione dei manufatti.
A Modena, le botti destinate alla maturazione e all’invecchiamento dell’aceto balsamico rivestono un’importanza fondamentale per l’economia di questa eccellenza. I legni utilizzati per la fabbricazione sono quelli tipici della pianura e della collina modenesi, ossia quercia, gelso, castagno, ginepro, ciliegio.
San Prospero sul Secchia è la località in cui operano ancora i maestri bottai. Qui la loro maestria si mostra anche nell’assemblaggio delle doghe che, dopo essere state bollite, piegate e poste a stagionare per tre anni almeno, vengono unite con l’ausilio di cerchi in ferro provvisori.





