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Ravenna. L'arte musiva

Provincia di Ravenna

Arte Musiva - Dettaglio RavennaNato probabilmente presso i Sumeri circa 2.500 anni avanti Cristo, il mosaico conobbe grande fortuna in Grecia, nei regni ellenistici e durante l’impero romano, prima come decorazione dei pavimenti e poi delle pareti. Fu però l’arte paleocristiana e, soprattutto, quella bizantina, a sfruttare appieno la specificità del linguaggio musivo.

Assai diversi da quelli di Venezia e di Roma, lisci e piatti per effetto delle tessere usate, quasi uniformi e molto regolari, i mosaici di Ravenna presentano tessere a forma diversa l’una dall’altra, collocate con inclinazioni e profondità variabili. La superficie risulta così scabrosa e ruvida, tale da trattenere o riflettere la luce secondo la posizione dell’osservatore.

Nella città, che vanta otto monumenti Unesco, di cui sette decorati con bellissimi mosaici ancora nel loro splendore, quest’arte è tuttora perpetuata nelle scuole e nelle botteghe degli artigiani-artisti.

A partire dalla metà del Novecento, un flusso quasi ininterrotto di relazioni fra docenti ed allievi ha dato vita a scambi e collaborazioni attraverso le scuole che hanno assolto il compito di trasmettere i fondamenti della conoscenza del giacimento musivo.

Questa tradizione, unica ed irripetibile, continua a vivere a livello internazionale anche grazie a creatori, interpreti e restauratori. Diversi sono gli ateliers nel centro storico o in luoghi appartati del forese di mosaicisti di fama mondiale come Ines Morigi Berti, Marco Bravura, Felice Nittolo, Alessandra Caprara, Enzo Scianna, Luciana Notturni, Silvana Costa, Isotta Fiorentini Roncuzzi.

La città è disseminata di numerose opere musive contemporanee, a partire dal Museo d’Arte (MAR) con una mostra permanente di bozzetti creati dai migliori artisti degli anni ‘50, da Afro a Chagall, da Saetti a Moreni e Vedova, tanto per citarne alcuni, di opere realizzate poi a mosaico dalla scuola ravennate.

Risalgono ai primi anni ‘40 del secolo scorso i mosaici parietali di scuola futurista che portano la firma dei maggiori maestri: Signorini, Rocchi, Morigi Berti, Focaccia e Musiani conservati nello spazio museale dell’ex Palazzo del Mutilato.

Con il Parco della Pace, il mosaico diventa poi arredo urbano: un’esposizione permanente all'aperto è stata realizzata nel 1984 su progetto di una commissione artistica presieduta da Giulio Carlo Argan. Qui si possono ammirare le opere, “tradotte” in tessere dai mosaicisti, di Paladino, Saetti, Carter, Coupe, Deru, Kournokhov, Mally, Rahir, Schaffrath.

Mentre nei Giardini Speyer si erge un elemento musivo verticale su progetto di Enzo Pezzi, realizzato nel 2003, e in piazza della Resistenza, la grande fontana Ardea Purpurea, gemella di quella donata dalla città a Beirut, progettata e realizzata nel 2004 da Marco Bravura con la collaborazione degli allievi del Consorzio Provinciale di Formazione Professionale.

Da oltre dieci anni, inoltre, Ravenna promuove il mosaico all’estero con una mostra composta da una collezione di duecento copie di pezzi antichi, costantemente itinerante in Europa.

 

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Ultimo aggiornamento 19/12/2016

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