Reggio Emilia. La lavorazione della pietra
Provincia di Reggio Emilia
Esistono dati certi che testimoniano l'apertura di cave per estrazione della pietra nell'alto Appennino reggiano alla fine del 1800, in occasione della costruzione delle prime reti stradali che collegavano i maggiori centri abitati dell'epoca.
A Ramiseto, Busana e Collagna si svolgeva il lavoro di spaccapietre e scalpellini o piciarin, che con duro lavoro producevano materiale per opere murarie, manufatti ed elementi architettonici come portali, archi e svariati oggetti artistici di pregio.
Per i lavori più minuziosi esistevano scuole, che, eredi di una secolare tradizione tramandata di generazione in generazione, sapevano trasformare la pietra in autentiche opere d'arte.
La produzione oggi ripropone opere della tradizione locale per uso edile come archi, portali, finestre, scale, camini e per impieghi artistici come bassorilievi sacri, Maestà o ritratti di tutte le dimensioni, opere di restauro e idee regalo.
E’ inoltre fiorente la scultura su pietra e assai ricercata la lavorazione a mano come bocciardatura e rigatura, finitura a mano su opere artistiche.
A Castelnovo ne’ Monti, nella cava di Predolo, l’attività di estrazione e lavorazione della pietra locale sta riscuotendo grande successo, tanto che è richiesta per importanti lavori di ristrutturazione.
Una delle realtà di recupero dell’artigianato della lavorazione della pietra è la scuola di scultura su pietra di Canossa, dove attraverso un mix tra arte e artigianato si rivisita la storia dell’arte e si recuperano le tradizioni tipiche della comunità locale.
Ogni anno la scuola organizza corsi strutturati in lezioni pratiche e lezioni di disegno e storia dell’arte.
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