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La Duchessa è ancora tra noi

Parma, la “petite capitale”. Città ducale che risente del nobile passato, Parma mostra ancora le tracce di uno dei suoi personaggi più illustri: Maria Luigia d'Asburgo che con il suo arrivo nel 1816 segnò per sempre la città.

 

Parma Palazzo Ducale

 

La primogenita dell’Imperatore d’Austria Francesco I nasce a Vienna il 12 dicembre 1791. Alla corte imperiale austriaca riceve una rigorosa educazione, in cui le discipline artistiche rivestono un ruolo di primo piano. Nel 1810 viene celebrato a Vienna il matrimonio con Napoleone e, tre giorni dopo, la giovane sposa parte alla volta di Parigi. Qui però non gode di grandi simpatie, sia per la sua timidezza, sia per una conoscenza imperfetta del francese, cosa che la espone al rischio di gaffe in società.

 

Il 20 marzo 1811 viene alla luce l’atteso erede, che riceve il titolo di Re di Roma. Nel 1813 Napoleone nomina Maria Luigia reggente dell’Impero: è l’anno della sconfitta di Lipsia nonché l’inizio della decadenza napoleonica. Tutti i territori soggetti alla Repubblica sono invasi dagli Alleati e Napoleone viene costretto ad abbandonare i troni di Francia e Italia. Maria Luigia, frastornata da questi enormi sconvolgimenti politici, rifiuta di raggiungere il marito a Fontainebleau e si rifugia a Orléans. Nel frattempo, la potenze europee riunite nel Congresso di Vienna le assegnano i Ducati di Parma, Piacenza e Guastalla.

 

Dopo aver lasciato il figlio a Vienna, la Duchessa prende possesso dei suoi territori il 20 aprile 1816, fissando la residenza e l’amministrazione dello stato a Parma. Da quel momento diventerà la benefattrice della sua capitale e la protettrice della cultura e delle arti.

 

Ritratto di Maria LuigiaIl suo periodo di governo può essere considerato uno dei successi della politica austriaca in Italia in quegli anni: donna e sovrana culturalmente illuminata e di mentalità aperta, pur provenendo dall’austera corte asburgica, governa lodevolmente il Ducato, avvalendosi della collaborazione di politici e amministratori molto competenti.

 

Viene così iniziata la costruzione di opere pubbliche, quali il Cimitero della Villetta, i ponti sul Taro e sul Trebbia e il Teatro Regio. Costante è il suo impegno per rendere Parma un centro di civiltà e cultura, promuovendo, sollecitando e incentivando quelle iniziative artistiche, sociali ed economiche che avevano valso alla città, nel '700, sotto la guida del ministro Guglielmo Du Tillot, il titolo di Atene d’Italia.

 

Uno dei primi decreti emanati dal suo governo è quello del 16 aprile 1816, prima ancora del suo arrivo a Parma, che riguarda la ricostituzione e la riapertura dell’Accademia di Belle Arti, chiusa nel 1796 e ridotta a semplice scuola di pittura.

 

Un’altra tappa importante per l’arricchimento artistico della città ducale è la nomina, nel novembre del 1820, di Paolo Toschi a Direttore delle Gallerie e delle Scuole dell’Accademia di Belle Arti. La Duchessa si preoccupa che tutti i capolavori requisiti a seguito dei trattati napoleonici tornino nelle loro sedi originarie. Il 23 marzo 1820, con un decreto, viene promulgato e pubblicato il nuovo codice civile, che cancella definitivamente anche gli ultimi residui della dominazione francese.

 

Dopo i moti del 1831, la politica di Maria Luigia subisce una svolta: gli interventi, anche se minori, diventano più di sostanza che di immagine e più funzionali alle esigenze della città. Per rispondere a necessità igieniche, tra il 1836 e il ’37, nell’area della Ghiaia viene costruito il complesso delle Beccherie, che riunisce le botteghe per la vendita della carne.

 

Tornata da un viaggio a Vienna, Maria Luigia muore, all’età di cinquantasei anni, il 17 dicembre 1847: a ricordarla non restano solo i monumenti e le munificenze, ma anche una radicata tradizione che ne esalta le qualità umane.

 

Ancora oggi i parmigiani amano la Violetta, fiore simbolo della città e profumo amato da Maria Luigia, i cui fiori ornano tuttora la sua tomba, così come la torta Duchessa, delizioso dessert che si può gustare nelle migliori pasticcerie parmensi.

 

I cimeli, preziose testimonianze di vita, di costume e di arte del Ducato dal 1748 al 1859, possono essere ammirati al Museo Glauco Lombardi, allestito all'interno del Palazzo della Riserva, di fronte al Teatro Regio.

 

Per informazioni turistiche:

Redazione di Parma

Ultimo aggiornamento 10/01/2017

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