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Home Enogastronomia Vini dell'Enoteca di Dozza I vini dei Colli piacentini

I vini dei Colli piacentini

Quando si parla di Colli Piacentini si intendono in senso stretto le quattro valli - Val Tidone, Val D’Arda, Val Trebbia e Val Nure - che fanno da collare a Piacenza.

Colli piacentiniSono colline ricchissime sia dal punto di vista ampelologico che come tradizioni e coprono una superficie di poco meno di 6.800 ettari (di cui il 98% è collina tra i 150 e 450 metri s.l.m).

Tra le varie tipologie le più famose sono quelle del Gutturnio, principe dei vini piacentini (che rappresenta quasi il 25 % della produzione), e quella del Malvasia (23% della produzione).

Il Gutturnio (tra i primi vini italiani a ricevere la denominazione d'origine controllata) è ottenuto da un uvaggio di uve Barbera (dal 55% al 70%) e Croatina, cioè il nome locale della Bonarda (dal 30 al 45%).

Vino tradizionalmente frizzante, viene prodotto anche nella versione ferma, si beve generalmente giovane ma si presta anche all'invecchiamento (Gutturnio Riserva). La sua identità - fortemente territoriale - nasce proprio dalle diverse personalità delle uve complementari.
Se infatti la Barbera è sensibile alle piogge, è scarsa di tannini ed ha un’alta acidità, la Croatina ha la buccia spessa, è ricca di tannini e di polifenoli e ha una maturazione - a differenza della Barbera - tardiva.

Insieme danno vita ad un vino con una buona struttura, un colore intenso e al palato un gusto pieno ed equilibrato.

Contraltare al Gutturnio è il Malvasia. La varietà di Candia è caratterizzata da un corredo aromatico davvero ricco e complesso, dove si riconoscono sentori di agrumi, frutta, fiori, note erbacee, miele, spezie e minerali (a seconda delle modalità di vinificazione).

La produzione più recente, che ha messo in evidenza il valore di un Malvasia fermo e ricco, inizia negli anni ’90 quando i produttori si rendono conto che l’arma vincente è destinare a questo vitigno vigneti dal suolo povero (argilloso) e diradarne “ferocemente” i grappoli. Oggi questo vitigno offre uno dei bianchi più tipici della regione e anche uno dei vini più profumati d’Italia.

Ultimo aggiornamento 27/12/2013

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