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Ciacci di castagne

Ciacci di castagne JPGEcco una specialità appenninica del confine tra le province di Modena, Reggio Emilia, Bologna e la Toscana. Dalle origini antichissime, già nella preistoria si versavano impasti di farina su pietre arroventate vicino al fuoco. Sono parenti stretti del castagnaccio da cui  probabilmente la denominazione “ciaccio”. I ciacci si cuociono con i ferri, una coppia di dischi di ferro con un lungo manico, scaldati sulla fiamma o sulla stufa a legna.

Difficoltà:
media

Ingredienti:
per ottenere circa 6-8 ciacci di farina di castagne: 300 gr di farina di castagne, un pizzico di sale, 300 cc di acqua.

Preparazione:
mescolare in una capace terrina 300 g di farina e un pizzico di sale con 300 cc circa di acqua, aggiunta poco alla volta. Stemperando bene i grumi, ottenendo un impasto simile ad una purea non troppo densa. E' possibile sostituire una parte dell’acqua con latte, oppure aggiungere un cucchiaio di olio, ma la versione più antica rimane sempre la più semplice. Scaldare bene sulla fiamma i ferri, girandoli spesso. Ungerli internamente sfregandoli bene con una cotica fresca di maiale piuttosto grassa oppure con dell'olio, versare tre cucchiaiate del composto e chiudere subito con l’altro ferro unto. Esercitare quindi una forte pressione in modo che il ciaccio risulti spesso circa 3mm. Dopo un paio di minuti girare i ferri: in cinque minuti complessivi il ciaccio sarà pronto, assumendo un colore leggermente brunito. Proseguire allo stesso modo fino ad esaurire l’impasto. Si gusta piegato a metà con formaggi teneri oppure con salumi.

Ultimo aggiornamento 30/09/2015

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