VOCI DAL TEMPO
Colloquio materico tra artisti contemporanei e resti archeologici
Veleia Romana - Veleia, frazione di Lugagnano Val d'ArdaAntiquarium e area archeologica di Veleia (PC)
ATTENZIONE: Evento fuori corso!La mostra nasce dall’intensa ricerca storica e ambientale di Giacomo Galli, Alexander Jarque, Guido Mori, Chiara e Francesco Madoi.
Allestita nell’area archeologica di Veleia, l'esposizione è curata dall’archeologa Daniela Locatelli, direttore del sito, e dall’artista Giacomo Galli.
La magica Veleia ha ispirato sculture, installazioni e opere pittoriche dislocate sia lungo il percorso di visita del sito, che all’interno della Canonica dell’antica chiesa di S. Antonino, edificio indissolubilmente legato alla storia dell’antica città.
Ogni artista ha elaborato autonomamente oggetti diversi, rispettando la propria idea di arte ma condividendo con gli altri creativi-artigiani il desiderio di raccontare e valorizzare il passato. Così Giacomo Galli dà corpo all’ombra di antichi guardiani seduti sopra cumuli di macerie e trae ispirazione dai resti delle terme e dalla domus del cinghiale per realizzare fiori, ninfe, umanoidi e geni acquatici in terracotta raku.
Chiara e Francesco Madoi propongono sculture stilizzate che richiamano le arcaiche presenze delle statue romane oggi conservate al Museo Archeologico Nazionale di Parma, prendendone il posto sul muro di fondo della basilica, nel luogo esatto dove furono trovate nel Settecento.
Guido Mori tratteggia ciò che è scomparso da tempo, stimolando l'interesse del visitatore verso la singola, unica e separata opera d'arte che assume la forma di Cesari, Neroni, bucrani e grifoni. E Alexander Jarque ritrae una realtà filtrata, dipingendo il mondo che ci circonda attraverso lo schermo di un telefonino, di una tv, di un computer rotto: feroce critica a una tecnocrazia che ci rende oggetti passivi di un vero, sempre più mascherato.
Il risultato è una mostra che, partendo dall’esame del passato, legge il presente e prepara il futuro, suscitando al tempo stesso –e senza alcun fine commerciale- l’interesse del grande pubblico verso questa importante colonia romana situata nel cuore dell’Appennio piacentino.
Allestita nell’area archeologica di Veleia, l'esposizione è curata dall’archeologa Daniela Locatelli, direttore del sito, e dall’artista Giacomo Galli.
La magica Veleia ha ispirato sculture, installazioni e opere pittoriche dislocate sia lungo il percorso di visita del sito, che all’interno della Canonica dell’antica chiesa di S. Antonino, edificio indissolubilmente legato alla storia dell’antica città.
Ogni artista ha elaborato autonomamente oggetti diversi, rispettando la propria idea di arte ma condividendo con gli altri creativi-artigiani il desiderio di raccontare e valorizzare il passato. Così Giacomo Galli dà corpo all’ombra di antichi guardiani seduti sopra cumuli di macerie e trae ispirazione dai resti delle terme e dalla domus del cinghiale per realizzare fiori, ninfe, umanoidi e geni acquatici in terracotta raku.
Chiara e Francesco Madoi propongono sculture stilizzate che richiamano le arcaiche presenze delle statue romane oggi conservate al Museo Archeologico Nazionale di Parma, prendendone il posto sul muro di fondo della basilica, nel luogo esatto dove furono trovate nel Settecento.
Guido Mori tratteggia ciò che è scomparso da tempo, stimolando l'interesse del visitatore verso la singola, unica e separata opera d'arte che assume la forma di Cesari, Neroni, bucrani e grifoni. E Alexander Jarque ritrae una realtà filtrata, dipingendo il mondo che ci circonda attraverso lo schermo di un telefonino, di una tv, di un computer rotto: feroce critica a una tecnocrazia che ci rende oggetti passivi di un vero, sempre più mascherato.
Il risultato è una mostra che, partendo dall’esame del passato, legge il presente e prepara il futuro, suscitando al tempo stesso –e senza alcun fine commerciale- l’interesse del grande pubblico verso questa importante colonia romana situata nel cuore dell’Appennio piacentino.
Periodo di svolgimento: dal 21/04/2012 al 30/09/2012
Orario: tutti i giorni dalle 9 a un'ora prima del tramonto
Ingresso: gratuito
Promossa dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia Romagna e realizzata in collaborazione con il Comune di Lugagnano Val d'Arda
PUNTI INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Castell'Arquato - Ufficio di Informazione e Accoglienza Turistica (Informazioni)
loggetta dei Notari - piazza Municipio - Tel: ++39 0523 803215 - Fax: ++39 0523 803215
Orario giorni feriali: da martedì a sabato: 10.00 - 13.00 e 14.00 - 18.00 (aprile e maggio aperto anche lunedì)
Orario giorni festivi: domenica e festivi: 10.00 - 13.00 e 14.00 - 18.00
A cura della Redazione Piacenza (23/04/2012)




