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MUSEO DEGLI SGUARDI

Raccolte etnografiche di Rimini

Villa Alvarado - Covignano

Rimini (RN)

Il Museo analizza lo sguardo occidentale verso le culture "altre" attraverso il tempo, dalle cinquecentesche "camere delle meraviglie", ai musei etnologici e archeologici dell'Ottocento, alla dimensione estetica del "Primitivismo modernista" tra Otto e Novecento.

L’obiettivo è quello di avvicinare il pubblico alla dimensione riflessiva della relazione con l’arte degli altri, rivelandola nei diversi aspetti che essa ha assunto a seconda dello sguardo. È un invito al sogno, alla riflessione e al viaggio che mira a soddisfare quel bisogno di stupire, di capire e di ammirare. Il progetto riflette anche i risultati di convegni e discussioni che hanno coinvolto i musei del mondo occidentale impegnati in radicali ristrutturazioni.

Sede del museo è la pregevole villa costruita nel 1721 da Giovanni Antonio de Alvarado, Segretario per l'Italia dell'imperatore Carlo VI di Spagna, restaurata a cura del Comune di Rimini. La villa era già sede dal 1928 del Museo delle Grazie dei Frati Francescani, che raccoglieva oggetti raccolti dai Frati stessi durante le missioni.

Questi oggetti sono ora in parte confluiti nella vasta raccolta del Museo, che vanta pregevoli opere archeologiche ed etnografiche dell'Africa, Oceania ed Asia, tra le quali si distingue la prestigiosa Collezione Archeologica Precolombiana Ugo Canepa di Biella. Si tratta di manufatti di vari materiali prodotti da culture e civiltà anticamente disseminate nel continente americano prima dell'arrivo dei Conquistadores spagnoli nel corso del XVI secolo.

Ultimamente il Museo si è arricchito anche di un'esigua ma significativa collezione amazzonica donata dal signor Bruno Fusconi di Cesena.

Periodo di svolgimento: l'evento si svolge dal 02/01/2017 al 31/01/2018

Giorni di chiusura: lunedì, martedì, giovedì, venerdì

Orario: Il Museo degli Sguardi può essere visitato su richiesta chiamando i numeri: 0541.704421-26 in orario d'ufficio dal lunedì al venerdì oppure 0541.793851 Museo della Città Ingresso gratuito

Programma:

L'itinerario si apre con opere evocative delle suggestioni derivate dall'incontro con le culture "altre": crani rimodellati e maschere con ossa umane della Nuova Guinea, esemplari delle usanze tribali, e preziosi oggetti decorati, simboli del potere, dall'America e dall'Africa.

E' quindi l'arte dell'Oceania e di Taiwan, con le tipiche sculture in legno, ad introdurre al percorso etnografico, in cui ampio spazio ha l'Africa nera. Fra le produzioni più interessanti le maschere, diffuse soprattutto fra le popolazioni agricole. Simbolo del rapporto fra l'uomo e il soprannaturale, la maschera accompagna ogni tappa della vita e comprende, oltre alla parte che copre il volto, anche il costume, animato dal movimento e dal suono.

Armi bianche e scudi - il cui uso, soppiantato dalle armi da fuoco, è stato poi limitato al rituale e alla danza - con altri oggetti di cultura materiale come le pipe, piccoli capolavori di arte applicata, illustrano aspetti della vita quotidiana. Curiosi alcuni elementi di arredo quali i poggiatesta in legno, utilizzati soprattutto da pastori e allevatori, e le statue in miniatura, a scopo ludico e cultuale. Un ruolo importante nell'esistenza dei popoli africani, scandita da suoni e ritmi, è svolto dagli strumenti musicali, in primis dai tamburi e dagli strumenti a percussione.

Protagonista del percorso archeologico è l'America precolombiana e i suoi grandi Imperi, da quello Azteco, a quello Inca, a quello Maya; civiltà che hanno lasciato originali manufatti, a carattere per lo più rituale, in pietre dure, oro, argento, legno…

Ai miti sulla genesi del mondo si ispira il gioco della palla, un'espressione religiosa tipica della Mesoamerica. Nel più antico gioco di squadra, le pesanti palle di caucciù vengono colpite con le anche: per proteggersi gli atleti indossano caschi e gioghi, i coprianche a forma di "U" in legno e pelle, o in pietra per le parate cerimoniali, talvolta splendidamente decorati.

Valore simbolico-religioso è attribuito alle sculture in terracotta dell'Occidente messicano, con raffigurazioni di personaggi, animali e scene di vita quotidiana: statuette gobbe e deformi vengono interpretate come sciamani, mentre la coppia uomo-donna pare rappresenti gli antenati mitici.

La figura umana è usata, insieme all'abito, come superficie scrittoria: così in Ecuador, tatuaggi, pitture corporali e deformazioni recano informazioni sulla vita, la posizione sociale e la partecipazione a cerimonie. In particolare le deformazioni del cranio dichiarano la casta di appartenenza.

L'abito veicola precisi messaggi politico-religiosi: i vinti, denudati, in segno di sottomissione devono indossare la veste del vincitore, mentre il defunto è accompagnato da abiti che gli permettono di mantenere il suo rango nell'aldilà. Nel Perù precolombiano i tessuti non si realizzano in pezza ma già in forma di abito; i filati delle vesti antiche possono essere riutilizzati per nuovi costumi, eredi della forza vitale.

Alla credenza della vita oltre la morte fa riscontro, soprattutto presso le popolazioni andine, la diffusione della mummificazione e delle offerte di cibo e di oggetti: la cura dei resti mortali infatti assicura anche il benessere dell'anima strappandola al peregrinare sulla terra.

Il collezionismo, che nel Museo si riconduce alla passione di Delfino Dinz Rialto, Ugo Canepa, Bruno Fusconi e all'attività dei Frati Francescani del Santuario di S. Maria delle Grazie, è all'origine delle moderne raccolte in cui il "primitivismo" delle culture extraeuropee è fonte di ispirazione per le avanguardie artistiche del Novecento, da Gauguin, ai Fauves, a Picasso, Braque e gli Espressionisti.

Ingresso: gratuito

Punti informazioni e prenotazioni

Comune di Rimini - Settore Cultura - Musei (Informazioni)
via Cavalieri, 26 - Tel: ++39 0541 704222 - Fax: ++39 0541 704410
Orario giorni feriali:

8.00 - 14.00; martedì e giovedì anche 15.00 - 17.00

Orario giorni festivi:

chiuso

musei@comune.rimini.it
Ufficio Informazioni Centro Città (Informazioni)
Piazzale Battisti, 1 - Tel: ++39 0541 51331 - Fax: ++39 0541 27927
Orario giorni feriali:

8.30 - 19.00 dal lunedì al sabato

Orario giorni festivi:

9.00 - 12.00; chiuso nel periodo invernale

stazione@riminireservation.it
Ufficio Informazioni di Marina Centro (Informazioni)
Piazzale Fellini, 3 - Tel: ++39 0541 56902 - Fax: ++39 0541 56598
Orario giorni feriali:

8.30 - 12.30 e 15.00 - 18.30 da lunedì a venerdì; sabato: 9.00 - 13.00 (inverno), 8.30 - 19.00 (estate) festivi inclusi

Orario giorni festivi:

chiuso d`inverno

marinacentro@riminireservation.it

A cura della Redazione Rimini Città (24/01/2017)

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