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Home Le vie dei Romei Le avventure di viaggio

Le avventure di viaggio

I pellegrini in cammino verso la Città Eterna provenienti da ogni luogo della cristianità erano chiamati Romei, letteralmente, "coloro che sono diretti a Roma". Molte erano le motivazioni che spingevano uomini e donne nel medioevo a mettersi in viaggio.

 

Se le fonti dell'epoca tendono a presentarci il viaggiatore come pellegrino alla ricerca di santuari dove pregare per la salvezza propria e dei propri cari, tuttavia le stesse fonti ecclesiastiche mettono in luce come i pellegrini fossero spesso accompagnati da quella curiosità di conoscere il vasto mondo che è più o meno insita in ogni essere umano.

 

Ad essi si mescolavano spesso i mercanti, che continuarono ad assicurare merci rare e di lusso, anche nei periodi in cui le economie locali tendevano alla sussistenza. La Romagna, zona di passaggio naturale, vide quindi sempre transiti di pellegrini padani o transalpini che lungo la costa si recavano a Roma o al famoso santuario di San Michele del monte Gargano.

 

Ma la Romagna fu anche zona di transito dei mercanti che, soprattutto a partire dall'età comunale, trasportavano dalla pianura romagnola grano e altri prodotti agricoli, e dalla montagna appenninica legname verso la Toscana. Le vie d'acqua interne o le rotte dell'Adriatico videro poi sempre le navi veneziane distribuire le preziose merci bizantine.

 

Un'altra categoria un po' particolare di viaggiatori si affiancava poi alle precedenti: quella degli studenti, che sempre più numerosi percorrevano le strade d'Europa dal XII secolo, attirati dalla fama delle Università italiane, quella bolognese prima fra tutte. Ad essi si aggiunsero i "clerici vagantes" che si allontanavano dal loro monastero con dubbi intenti di arricchimento culturale e spirituale ma in realtà per insofferenza della vita monotona in un luogo ristretto.

 

Viaggiare era pericoloso e scomodo. Spesso i mercanti e i pellegrini preferivano accordarsi con altri che seguissero almeno una parte del percorso per aiutarsi reciprocamente e vincere così la noia e le insidie del lungo camminare.

 

Gli atti criminali e le raccolte di novelle infatti sono pieni di storie, vere o immaginate, di misteriosi compagni di viaggio incontrati lungo la strada e rivelatisi poi complici di malfattori, ladri e assassini loro stessi o, peggio, inviati del demonio per portare alla perdizione il malcapitato che si era fidato di loro.

 

Le strade erano dunque spesso i veicoli del mistero, dell'emarginazione sociale o dell'intervento soprannaturale malefico; del turbamento insomma dell'ordine positivo della società.

 

Contro questa pericolosa smania di viaggiare, di allontanarsi dal mondo noto e rassicurante, si leveranno voci di ecclesiastici autorevoli, preoccupati della perdizione spirituale e materiale in cui poteva incorrere il pellegrino.

Ultimo aggiornamento 02/02/2017

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