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Home Le vie dei Romei Il tragitto da Cervia per Rimini

Il tragitto da Cervia per Rimini

L'odierno tragitto della SS 16 Adriatica ripercorre per alcuni tratti l'antico tracciato della via che da Ravenna conduceva a Cervia e poi giù giù fino a Rimini. Da qui il percorso poi proseguiva attraverso l’entroterra riminese per la valle Marecchia o lungo la costa, permettendo ai devoti di raggiungere gli imbarchi della Puglia alla volta della Terra Santa o il Santuario di S. Michele sul Monte Gargano.

 

Nei pressi di Cervia, agli inizi del XII secolo venne costruito, per volontà di Matilde Traversari, un "ospizio" destinato ad accogliere i pellegrini in viaggio verso Roma. Secondo la tradizione, nel luogo in cui esisteva l'ospizio, di cui si è persa qualsiasi traccia, un tempo era collocata la croce viaria marmorea oggi conservata nella chiesa parrocchiale della località di Castiglione.

 

Già notevole centro commerciale in età romana, Cervia in epoca medievale si caratterizzava soprattutto per la produzione del sale; questa attività fece sì che il primitivo modesto nucleo abitativo si ampliasse fino ad assumere caratteristiche cittadine fra il IV e il V secolo, quando a Ficolce –così era il suo antico nome – è documentato un vescovo. La città in quel tempo rispecchiava nel suo impianto regolare con tre porte, una a sud verso Rimini, una ad ovest verso Cesena e una a nord verso Ravenna, la sua importante valenza viaria. A est era ubicato il porto, dapprima adiacente alle mura, poi, a seguito dello spostamento della costa, divenuto porto-canale.

 

L'odierna cittadina si sviluppa attorno all'abitato costruito ex novo per volontà di papa Innocenzo XII fra il 1697 e il 1714 in sostituzione del borgo nato e cresciuto nel medioevo, molto più lontano dalla spiaggia.

 

Tra i resti del primitivo abitato vanno annoverati il Magazzino del Sale, un imponente edificio adibito alla raccolta e lavorazione del sale, e la Torre Michele, una massiccia torre di avvistamento preesistente alla fondazione di Cervia nuova, che consentiva di tenere sotto controllo la costa davanti alla città.

Cesenatico - Chiesa Parrocchiale di S. Giacomo

 

Proseguendo lungo il tragitto i pellegrini incontravano Porto Cesenatico - sorto nel 1302 come scalo marittimo di Cesena - che, nel tratto più vicino al porto, in zona Villalta, è sempre stata chiamata via San Pellegrino, in quanto da quella strada giungevano all’imbrunire i pellegrini in cerca di un ricovero per la notte.

A Porto Cesenatico esistevano al tempo diversi luoghi di culto. Fra questi oggi si può ammirare la Chiesa Parrocchiale di S. Giacomo, patrono della città e protettore dei viandanti, che si affaccia sul Porto Canale leonardesco, in corrispondenza del Museo della Marineria. La prima costruzione risale al 1324. Fu poi ricostruita nel sec. XVI e subì un ulteriore rifacimento nel 1763 ad opera dell'architetto Pietro Borboni. All'interno si trovano due pregevoli dipinti di Guido Cagnacci. Possibilità di visite guidate gratuite da concordare con il parroco.

 

Prima di giungere a Rimini, i Romei trovavano un luogo più volte citato nei documenti già dieci o undici secoli fa, ma che oggi non esiste più. Si tratta dell’antica pieve di S. Martino in Bordonchio, nell’omonima località, lungo la statale Adriatica a circa 3 kilometri dal centro di Bellaria-Igea Marina. Eppure la chiesa non doveva essere affatto secondaria. Fu la prima del territorio riminese ad essere nominata per iscritto – la cita una registrazione del Codice Bavaro databile fra VII e IX secolo. Più tardi, dalla metà del XII secolo sino alla fine del XVIII, la pieve sarebbe appartenuta all’abbazia di S.Giuliano di Rimini. Oggi, però, non ne resta più nulla di visibile.


Per informazioni turistiche:
Redazione di Cervia

Redazione di Cesenatico e dintorni

Ultimo aggiornamento 02/02/2017

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