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Home Le vie dei Romei I sobborghi di Cesarea e di Classe

I sobborghi di Cesarea e di Classe

A sud di Ravenna (5 km) si sviluppava un tempo l'abitato di Classe, ad essa unita da un sobborgo denominato Cesarea. Oggi scarsamente popolato, fra il II e il VI secolo l’abitato di Classe fu un centro pulsore dell'attività economica ravennate grazie al suo porto, le cui tracce sono state rimesse in luce nell'ambito di uno scavo archeologico.

 

S. ApollinareDelle numerose chiese e cappelle costruite in questi sobborghi, oggi resta solo la basilica di Sant'Apollinare a Classe, eretta nel luogo in cui era sepolto Apollinare, primo vescovo di Ravenna, e consacrata dall'arcivescovo Massimiano il 9 maggio dell'anno 549.

 

L'edificio, a pianta longitudinale, non si presenta troppo differente da come era stato costruito al tempo ma dovette attendere 4 secoli prima di essere completato con il bellissimo campanile cilindrico.

 

L’interno è suddiviso in tre navate da due filari di colonne di marmo proconnesio, sormontate da notevoli capitelli. Come per gli edifici coevi a Ravenna, gran parte della sua importanza è dovuta all’apparato decorativo dei mosaici che, se pur risalenti ad epoche diverse, appaiono fedeli al gusto orientale bizantino.

 

Nella conca absidale è raffigurata in forma simbolica la Trasfigurazione del Cristo sul monte Tabor, come un'enorme croce posta sullo sfondo di una sfera blu cosparsa di stelle, e più in basso l'immagine del vescovo Apollinare in posizione di orante, al centro di una processione di agnelli rappresentanti il gregge dei fedeli.

 

Nelle pareti dell'abside sono da rilevare due pannelli realizzati verosimilmente nel VII secolo, di cui quello sinistro reca una immagine "storica" raffigurante il momento della consegna, da parte degli emissari dell'Imperatore d'Oriente Costante II, del diploma che sanciva l'indipendenza della chiesa di Ravenna da Roma (nell'anno 666).

 

Sempre nei due sobborghi, i documenti certificano l'esistenza di numerosissimi edifici di culto, il cui abbandono a volte risale al tardo medioevo. Quelli che conservavano reliquie dovettero godere di grande rilievo e costituire santuari di richiamo per fedeli e pellegrini.

 

In tal senso vanno ricordati la chiesa di San Lorenzo in Cesarea, localizzabile lungo l'attuale via Cesarea, dei primissimi anni del V secolo, luogo in cui il pellegrino Paolo avrebbe assistito ad una miracolosa guarigione; la basilica di San Severo in Classe, i cui resti sono stati rimessi in luce non molto lontano da Sant'Apollinare, che dovette godere di grande importanza per la presenza delle reliquie di Severo, importante vescovo locale.

 

Di non minore importanza, la chiesa di Santa Maria in Porto fuori, oggi al centro di un abitato di recente formazione, ma nel passato isolata nella pineta. Ricostruito dopo la distruzione durante la seconda guerra mondiale, l’edificio originario era un'imponente struttura, affiancata da un complesso claustrale. Nella chiesa si conservavano del medioevo due preziosissimi oggetti marmorei che la rendevano un vero e proprio santuario di devozione, probabile meta di pellegrinaggio.

 

L'uno era un vaso di porfido rosso che secondo la tradizione sarebbe stato da riconoscere, assieme a quelli di Bobbio, Caorle, Torcello e Pisa, come una delle cinque "idrie" impiegate da Cristo per trasformare l'acqua in vino alle nozze di Cana e portate, secondo la tradizione, come reliquie dalla Terra Santa; l'altro era il pannello raffigurante la "Madonna Greca", un preziosissimo bassorilievo marmoreo, realizzato in area bizantina, che la tradizione locale vuole giungesse per mare, trasportato da due angeli, la mattina dell'8 aprile 1100.

 

Entrambe le preziose reliquie si trovano oggi nella chiesa di Santa Maria in Porto a Ravenna.

 

Per informazioni turistiche:

Redazione di Ravenna

Ultimo aggiornamento 02/02/2017

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