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Le strade degli antichi pellegrini

Mappa delle antiche vie dei pellegriniIl pellegrinaggio a Roma durante il medioevo era una delle tre peregrinationes maiores insieme alla Terra Santa e a Santiago di Compostela, ma conobbe il suo massimo impulso a partire dal 1300, anno del primo Giubileo cristiano. Tra le vie più utilizzate dagli antichi pellegrini vi era il percorso che dal Brennero scendeva nel Veneto e in Romagna, per proseguire attraverso i valichi appenninici verso la Città Eterna.

Gli storici hanno tuttavia rinunciato al tentativo di individuare un unico itinerario battuto dai viaggiatori medievali. I documenti ci mostrano infatti come il mutamento dei corsi d'acqua, le trasformazioni politiche, la creazione o l'abbandono di insediamenti e luoghi di culto modificassero nel tempo i percorsi e le strade rispetto all'età romana. 

Inoltre, per raggiungere gli stessi luoghi, accanto a strade sempre trafficate come la via Emilia, i pellegrini e i mercanti utilizzavano percorsi alternativi che presentavano caratteristiche più convenienti per ragione di natura economica - esenzione da pedaggi o tasse di transito, nuovi mercati - o di natura religiosa  per via della presenza di culti di santi o di reliquie che acquistavano un credito crescente.  Pertanto gli studiosi oggi preferiscono parlare di "aree di strada" o di "fascio di strade".

Molti dei nostri Romei, una volta giunti a Venezia, utilizzavano la città come scalo. Per chi arrivava dalla Padania orientale e dal Centro Europa attraverso il Brennero scendeva sulla direttrice Padova-Ferrara-Ravenna-Forlì, considerata la "Melior Via" secondo gli "Annales Stadenses" del Monaco Alberto di Stade (1236).

Fra la laguna di Venezia e Ravenna, attraverso il Delta del Po, i romani avevano costruito verso il 132 a.C. la via consolare Popilia. Ma dopo la crisi dell'impero quella strada era stata lasciata andare e paludi malsane si erano impadronite della zona. Il tracciato ricominciò ad essere utilizzato solo a partire dal '400, sicchè al tempo del medioevo le alternative più importanti divennero le vie d'acqua interne che avevano in  Ferrara Argenta e Ravenna i porti fondamentali del tragitto, peraltro già conosciuto ai romani. Questo percorso fu praticato per molti anni da personaggi illustri come gli imperatori della casa di Sassonia, da Ottone I a Ottone III. 

Un'altra alternativa per compiere il tratto tra Venezia e Ravenna era costituita dalla navigazione lungo la costa adriatica.

L'Emilia Romagna ha caratteristiche geografiche molto semplici: una costa, una fascia di pianura attraversata dalla via Emilia e infine, verso il confine con la Toscana, una serie di colline e di montagne via via più elevate. Una volta raggiunta la via Emilia - ci fossero arrivati dalla costa adriatica o piuttosto dal Po - i viaggiatori medievali diretti a Roma dovevano per forza incamminarsi in lenta salita per valicare l'Appennino, nei suoi diversi tratti. Il Passo Serra, sopra Bagno di Romagna, è lo scavalcamento principale degli Appennini, tanto che la via Germanica (o di Stade) era chiamata anche la "Via dell'Alpe di Serra".

Chi volesse, poteva invece scegliere di proseguire il viaggio via mare alla volta della Puglia e quindi della Terrasanta, imbarcandosi dal porto di Rimini.

 

- Studio storico realizzato in collaborazione con il Touring Club Italiano e l'Istituto Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia Romagna.

 

Fonti:

Le Vie dei Romei nella Regione Emilia Romagna
Giugno 1997
Studio particolareggiato
Regione Emilia Romagna - Assessorato al Turismo

La Via dei Romei - Itinerari adriatici per il Giubileo
Pubblicazione: 1997
Edizione: T.C.I.

La Via dei Romei nella Regione Emilia Romagna
Pubblicazione: giugno 1997
Edizione: Regione Emilia Romagna

 

"Vie dei Romei"

Pubblicazione: 1995

Editione: Comunità Montane dell'Appennino Cesenate e Forlivese

Ultimo aggiornamento 02/02/2017

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