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La valle del Bidente

L’itinerario che da Forlì risale la valle del Bidente - il fiume che nel suo tratto più prossimo alla costa prende il nome di Ronco - è particolarmente ben documentato fin dall’antichità. A confermare l’utilizzo da parte dei romei stanno gli specifici consigli duecenteschi del monaco Alberto di Stade, la citazione da parte del cardinale Angelic nel secolo successivo e, più indietro nel tempo, il fatto che fin dall’VIII secolo Galeata figurasse esplicitamente tra i punti di appoggio per i pellegrini diretti a Roma.

 

Valle del Bidente - Foto di Nevio Agostini

 

Allora come oggi – l'odierna provinciale è la SP4 del Bidente – il primo centro di rilievo che si incontra sul percorso verso Bagno di Romagna è Meldola. Il sito era già insediato in epoca romana e poi dotato di “castrum Meldule”, di cui si hanno notizie almeno a partire dall’XI secolo. Il fortilizio sorgeva sul colle del nucleo storico, dove è ancora oggi ben conservata la successiva rocca quattrocentesca fatta sistemare dal signore di Rimini, Malatesta Novello. Numerose sono le testimonianze nella località, a partire dalla fine del secolo XII, di strutture ospitaliere destinate ai pellegrini: quelle dei Templari, di S. Lazzaro, di S. Maria della Misericordia, di S. Uberto e dei Battuti Neri. Da qui aveva anche inizio l’acquedotto romano che raggiungeva e alimentava Ravenna. Proprio lungo la valle del Bidente-Ronco, presso la Pieve di S. Maria in Acquedotto.

 

Proseguendo lungo il tragitto, 25 km a monte di Forlì, domina la valle da uno sperone roccioso il castello di Cusercoli, risistemato nel corso del ‘700 ma noto già a partire dall’XI secolo. Più oltre, si trova invece Civitella di Romagna. Il paese, sicuramente insediato in epoca romana, poi sottoposto all’abbazia di S. Ellero di Galeata, fu distrutto da un terremoto nel 1279 e ricostruito più in basso.

 

Oltrepassato quello che un tempo era confine fra lo Stato della Chiesa e il Granducato di Toscana, la valle si allarga nella conca di Galeata a circa 35 Km da Forlì. Il seicentesco Palazzo Pretorio della cittadina ospita il Museo Civico "Monsignor Domenico Mabrini" che raccoglie reperti archeologici della zona e dell' area dell'antica città romana di "Mevaniola".

 

Circa 3,5 km a monte di Galeata sorge in posizione panoramica la chiesa che, a partire dal V secolo, faceva parte dell'importante monastero di S. Ellero. La potente abbazia esercitò nel corso dei secoli una grande influenza politica e spirituale sulla valle del Bidente. Nella cripta è conservato il sarcofago del Santo, tuttora meta di pellegrinaggi. Che il monastero fungesse regolarmente da ricovero per i viandanti è noto da una lettera papale del 784. L' abbazia è raggiungibile attraverso l' antico sentiero dei pellegrini: al giorno d' oggi si percorre la Via II Giugno, da Galeata, seguendo le edicole della Via Crucis.

Alle sponde opposte del Bidente, a circa 40 km da Forlì, s’incontra Santa Sofia, situata nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna e sede della Comunità del Parco. Attraverso la parte più antica del borgo si può salire fino alle case costruite sui bastioni dell' antico castello, documentato a partire dal XIII secolo ma distrutto dal terremoto del 1918.

 

Da lì i pellegrini arrivavano poi a Bagno di Romagna, attraversando l'Alta Valle del Savio. In questo luogo, la Via dei Romei che partiva da Forlì si univa con quella proveniente da Cesena. Da Bagno di Romagna, percorrendo l'attuale strada statale 71 della Valle del Savio, ancor oggi si sale fino allo storico Passo Serra e al più odierno Passo dei Mandrioli e si arriva in Toscana.

 

Per informazioni turistiche:

Redazione Turismo forlivese

Ultimo aggiornamento 02/02/2017

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