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La valle del Rabbi

Predappio AltaSe è incerta l'esistenza storicamente continuativa di una via medievale che congiungesse, a partire da Forlì, la val di Sieve lungo la valle del Rabbi, è tuttavia legittimo ritenere che almeno nel Trecento questo tratto fosse percorribile dai nostri pellegrini. Un indizio favorevole in tal senso, infatti, è venuto di recente dalla individuazione, negli statuti trecenteschi di Predappio, della citazione di una "strata magistra seu francisca", cioè con ogni evidenza romea, che passava su quel territorio.

 

Sembra dunque plausibile almeno ipotizzare che, a partire dal '300, la valle potesse essere risalita da Forlì fino alla Toscana di San Godenzo.

 

Lungo il percorso, una quindicina di chilomettri a monte di Forlì, s'incontra una delle località più note della Romagna, in quanto diede i natali a Benito Mussolini. Più elevata, e un paio di chilometri più lontana lungo la strada diretta alla valle del Montone, Predappio Alta fu forse chiamata così ("Pietra d'Appia") perchè nel 1288 Giovanni d'Appia vi fortificò il castello dei Calboli.

 

Di maggior interesse storico è la chiesa matrice di S. Cassiano in Pennino, citata nei documenti a partire dall'XI secolo. Anche se pesantemente rifatta nel 1934, conserva nell'abside mediana decorazioni scolpite che appartenevano all'originaria fabbrica romanica; la facciata è coronata da bifore.

 

Molto più a monte nella vallata, ormai a non grande distanza dal limite amministrativo con il Mugello toscano, la località di Premilcuore conserva in buone condizioni il proprio nucleo medievale murato, dominato dai resti dell'antica Rocca, appartenente alla famiglia signorile dei Guidi. Al di là del Rabbi, sorge l'antica Pieve di S. Martino all'Oppio. Fondata intorno al X secolo, ha subito diversi rifacimenti e la struttura attuale risale alla seconda metà del '500. Da notare, all'interno, in stile prevalentemente romanico anche se contrastato dalle forme barocche degli altari, le colonne di pietra, tutte di un pezzo, che sostengono le arcate laterali. Pregevole è, inoltre, il soffitto a capriate e quello a cassettoni sopra il coro. Da segnalare alcuni dipinti a olio su tela del XVI secolo, tra i quali la Madonna del Carmine di Jacopo Vignali.


Premilcuore si distingue anche per essere oggi una delle porte d'accesso al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna.

 

Per informazioni turistiche:

Redazione Turismo forlivese

 

 

Ultimo aggiornamento 02/02/2017

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