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La valle del Savio

La Biblioteca Malatestiana di CesenaOltre ai tragitti lungo le valli del Lamone e del Tramazzo-Marzeno e a quelli lungo il Rabbi e il Bidente, un’altra possibile direttrice per valicare la catena appenninica si apriva di fronte al viaggiatore medievale a partire da Cesena, importante centro lungo la via Emilia e collegata a Ravenna, capitale dell’Esarcato, dalla via del Dismano o Decimano.

 

Ancora una volta, la principale fonte scritta che aiuta a ricostruire le vie dei romei è la “Descriptio Romandiole” del cardinale Anglic de Grimoard, che nel 1371 definiva l’itinerario in questione come “la strada principale che va dalla Romagna alla Toscana oppure andando da Cesena a Sarsina verso la Toscana”.

Centro esarcale in epoca bizantina, nei primi secoli del medioevo Cesena perse molti dei suoi caratteri cittadini dato che venne qualificata come castrum e non come civitas. Dal VI secolo diventa sede vescovile e qualche secolo più tardi dispone già di una quindicina di pievati, tra i quali spiccano, per la loro importanza itineraria, quelli di San Mauro e San Vittore, in zona collinare, e quello di Santa Maria in Ronta, su una via parallela all’antica direttrice del Dismano.

 

I romei che vi transitavano fra il ‘200 e il '300 conobbero un abitato di cui oggi non rimangono tracce, distrutto come fu nel 1337 dalle truppe bretoni inviate dal papa Gregorio XI. Gli edifici storici sono dunque successivi alla fine del '300. In particolare si segnalano la Biblioteca Malatestiana, dichiarata Patrimonio Unesco, fatta costruire da Novello Malatesta fra il 1447 e il 1452, di grande importanza nella cultura umanistica, con 340 manoscritti dei secoli IX-XV, in latino, greco ed ebraico; e la Cattedrale, un notevole esempio di progetto germanico (1385-1405), che si presenta ancor oggi nelle fattezze che doveva avere alle origini, con facciata romanica e interno gotico.

 

Lasciata la “Via Emilia” a Cesena ed imboccata la “strada magistra”, il pellegrino arrivava a Mercato Saraceno. Vi giungeva transitando davanti alla pieve altomedievale dei Santi Cosma e Damiano; ma era nel paese - sorto nel XII secolo attorno ad un mulino - che trovava assistenza in un ospizio gestito fin dal Trecento da monaci francescani presso la Chiesa di S. Maria Assunta.

Il pellegrino moderno non può fare a meno di visitare la Pieve di S. Maria Annunziata di Monte Sorbo, su un colle a 6 km da Mercato Saraceno. Sorta in periodo bizantino, con rifacimenti del XII secolo, è una costruzione singolare: per metà della sua lunghezza è ad una navata, poi si allarga in tre navate, divise da cinque colonne per parte e sormontate da capitelli corinzi di età romanica. Due ricchissimi lapidari sulle pareti raccolgono resti scultorei altomedievali, lastre tombali, epigrafi funerarie dal VI al IX secolo.

 

Sarsina è un'altra tappa importante per il pellegrino che, oggi come secoli fa, percorre la Valle del Savio diretto a Roma. Città di origine antichissima - fondata da popolazioni umbre - fu poi florido Municipio romano e patria di Tito Maccio Plauto, il più importante commediografo latino. Testimonianze straordinarie di questo illustre passato si conservano nel Museo Nazionale Archeologico.

Nel Medioevo, Sarsina divenne sede di Diocesi, ma la sua importanza decadde: nella Descriptio Romandiole (1371) è definita civitas ma “quasi destructa”, posta sopra la strada maestra che porta in Toscana passando per Bagno di Romagna.

 

Lungo questa via romana già da tempo transitavano pellegrini, tanto che alla Dogana di Sarsina l’Hospitalis di San Ippolito procurava loro assistenza almeno dal 1284. La Cattedrale, costruita nel 1008 in puro stile romanico, è ancora meta di pellegrinaggio: vi si conservano infatti le reliquie di San Vicinio, protovescovo sarsinate, ed il suo strumento penitenziale, il celebre “collare”, da secoli offerto al bacio dei fedeli, con il quale ancor oggi si esorcizzano gli indemoniati.

 

A monte di Sarsina, la statale di fondovalle del Savio continua alla volta di Bagno di Romagna che faceva da punto di riunificazione fra le due vie romee più battute lungo la valle del Bidente e del Savio.

 

Per informazioni turistiche:

Redazione di Cesenatico e dintorni

Ultimo aggiornamento 02/02/2017

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