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La valle del Senio

Poco a monte di Faenza, si incrocia con la via Emilia la vecchia strada che proviene dal fondovalle del torrente Senio, oggi statale 306 Casolana Riolese. Nel punto di incontro, l’abitato di Castel Bolognese segna la massima distanza cui nei primi secoli dopo il Mille la città di Bologna spingeva i suoi avamposti fin nel cuore della Romagna.

 

Del periodo preso in considerazione, urbanisticamente interessanti rimangono, nonostante le distruzioni subite nel secondo conflitto mondiale, i sei isolati quadri che corrispondono alla rifondazione del centro medievale intrapresa nel 1389 dall’architetto bolognese Lorenzo di Bagno Marino. Origine tre-quattrocentesca avevano gli opifici lungo il canale dei Mulini, dei quali rimane, ancora allestito con impianti d’epoca, a poco più di un kilometro dalla stazione ferroviaria, il mulino Scodellino.

 

La Rocca di Riolo Terme

 

A partire da Castel Bolognese, ci si poteva avviare verso Riolo Terme percorrendo il tragitto lungo la vallata del Senio, che consente ancor oggi di valicare l’Appennino e giungere in Toscana.

 

La fama della località è dovuta sopratutto alle acque minerali: per le loro proprietà terapeutiche furono frequentate in epoca romana e medioevale ed affollate dal periodo napoleonico in poi ma Riolo Terme e il suo territorio ha riferimenti storici antichissimi (Neolitico).

 

La caduta dell’Impero Romano e la conseguente crisi economica, immiserì gravemente e spopolò il territorio della vallata. Segni di ripresa si ebbero solo a partire dal IX secolo, grazie alla attività dei frati benedettini. Ad essi risale la costruzione dell’importante Abbazia benedettina San Pietro in Sala, i cui resti si trovano ora inglobati in una casa colonica in località Laderchio.

 

Come gran parte degli insediamenti collinari medioevali, anche l’abitato di Riolo si stabilì sull’altopiano attorno alla rocca. Ampliata nel 1388 da Mastino della Colla su incarico del Comune bolognese, fu di nuovo fatta potenziare circa un secolo dopo da Caterina Sforza.

 

Nei dintorni, di interesse naturalistico sono la Vena del gesso, una lunga cresta rocciosa di selenite, la grotta di re Tiberio - che nell’antichità ebbe carattere di luogo sacro - e gli orridi di Rio Basino.

 

Proseguendo poi lungo la Valle del Senio, s’incontra il variopinto paesaggio profumato dalle piantagioni di lavanda e delle erbe officinali sino a Casola Valsenio.

 

Per informazioni turistiche:

Redazione Terre di Faenza

Ultimo aggiornamento 02/02/2017

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