Le avventure di viaggio
iaggiare era pericoloso e scomodo. Spesso i mercanti e i pellegrini preferivano accordarsi con altri che seguissero almeno una parte del percorso per aiutarsi reciprocamente e vincere così la noia e le insidie del lungo camminare.
Gli atti criminali e le raccolte di novelle infatti sono pieni di storie, vere o immaginate, di misteriosi compagni di viaggio incontrati lungo la strada e rivelatisi poi complici di malfattori, ladri e assassini loro stessi o, peggio, inviati del demonio per portare alla perdizione il malcapitato che si era fidato di loro.
Le strade erano dunque spesso i veicoli del mistero, dell'emarginazione sociale o dell'intervento soprannaturale malefico; del turbamento insomma dell'ordine positivo della società.
Contro questa pericolosa smania di viaggiare, di allontanarsi dal mondo noto e rassicurante, si leveranno voci di ecclesiastici autorevoli, preoccupati della perdizione spirituale e materiale in cui poteva incorrere il pellegrino.
Particolare della Tabula Peutingeriana antica carta geografica che illustrava il mondo conosciuto dai romani
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