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ARTE
L' Idea Classica


Ludovico Carracci, Annunciazione (1585), Bologna, Pinacoteca Nazionale
Ludovico Carracci, Annunciazione (1585),
Bologna, Pinacoteca Nazionale
Tra la fine del Cinquecento e la prima metà del secolo successivo, l’arte emiliana è dominata dalla scuola dei Carracci (i fratelli Agostino e Annibale, il cugino Ludovico, attivi a Bologna dal 1580 in poi), il cui influsso innovativo si svilupperà anche attraverso gli apporti fondamentali di altri due grandi artisti, il bolognese Guido Reni e il centese Giovan Francesco Barbieri detto il Guercino. Se Agostino fu senza dubbio il principale animatore teorico della “Accademia carraccesca”, e se Annibale riuscì ben presto a imporsi a livello europeo divenendo uno dei protagonisti del barocco romano, spetta a Ludovico la palma del più brillante e duttile maestro del classicismo emiliano allo scadere del XVI secolo.
Nelle sue opere troviamo la sintesi delle grandi esperienze del Rinascimento maturo, da Raffaello a Correggio e a Tiziano giovane, calate tuttavia nel nuovo clima di “tripudio retorico dell’immagine” che segna l’epoca della Controriforma. Molti dei suoi capolavori sono visibili a Bologna: nella Pinacoteca Nazionale, ad esempio, l’Annunciazione (1585) dalla semplicità pressochè neo-quattrocentesca, la Caduta di San Paolo, la Madonna degli Scalzi (1590); nella Cattedrale di San Pietro Il pianto sulla morte di Cristo (1614); nella Basilica di San Giacomo Maggiore San Rocco consolato da un angelo; in San Bartolomeo San Carlo al sepolcro di Varallo (1614); e ancora opere significative sono nelle chiese di San Paolo e di Santa Cristina, e bellissimi cicli di affreschi in Palazzo Magnani e in Palazzo Fava (1583-84). Ma Ludovico Carracci è presente anche a Imola, a Ferrara (con un dipinto alla Pinacoteca Nazionale e uno in Santa Francesca Romana) e a Cento con la così detta Carraccina (Sacra Famiglia con San Francesco, 1591) della Pinacoteca Civica, che seppe entusiasmare il Guercino; e poi ancora a Modena, a Reggio Emilia e a Piacenza.

Guido Reni, Angelo, 1620, particolare degli affreschi del Duomo di Ravenna
Guido Reni, Angelo, 1620, particolare degli affreschi
del Duomo di Ravenna
Intorno alle opere del Guercino — questo affascinante pittore di origini contadine, che si perfezionò dapprima attraverso lo studio di Dosso Dossi e di Tiziano, poi grazie all’incontro con Ludovico Carracci — si può costruire un itinerario assai interessante. A Cento, dove il pittore nacque e a lungo visse, si vedono le tele e gli affreschi staccati della Pinacoteca Civica, oltre che i tre bei dipinti della chiesa del Rosario e altre opere minori. Quindi ci si inoltra nella pianura circostante e, passando per Renazzo (opere nella Parrocchiale), ci si spinge a Finale Emilia (dove la chiesa del Seminario conserva altri due buoni quadri). Si raggiunge Ferrara (Martirio di San Lorenzo nella Cattedrale, 1628; Purificazione della Vergine nella chiesa dei Teatini, 1634) e si torna verso Bologna facendo sosta a Pieve di Cento (per ammirarvi la stupenda Annunciazione della Collegiata, 1646). A Bologna vi sono opere in San Giovanni in Monte, in San Domenico, in San Paolo, oltre che, in numero considerevole, nella Pinacoteca Nazionale. Volendo, l’itinerario potrebbe essere allargato a tutta la Regione, dato che conservano dipinti del Guercino anche San Giovanni in Persiceto, Modena, Reggio Emilia, Parma, Ravenna, Forlì, Cesena e Rimini.





Per la grandiosa pittura di Guido Reni, che conduce alla perfezione tecnico-stilistica e all’apogeo lirico-espressivo il classicismo seicentesco emiliano, ci si deve limitare invece a un minor numero di luoghi. Bologna, innanzi tutto, con la Pinacoteca Nazionale (la Strage degli Innocenti, 1611-12, il Ritratto della Madre, la Pala della Peste, 1631-32), la Basilica di San Domenico (Apoteosi del Santo, 1613-15, affresco nel catino absidale della cappella dell’Arca), la chiesa di San Bartolomeo, l’Oratorio di San Colombano, il Santuario della Madonna di San Luca. Poi Pieve di Cento con l’Assunzione della Vergine nella Collegiata, Modena con due opere alla Galleria Estense, Castelfranco Emilia con l’Assunta dell’omonima chiesa (1627), Ravenna con gli affreschi del Duomo (1615-21), e Forlì con l’Immacolata Concezione della chiesa di San Biagio.

Guido Reni, Strage degli innocenti (1611-12), Bologna, Pinacoteca Nazionale Guercino, Cristo risorto appare alla Madre (1629)
Guido Reni, Strage degli innocenti (1611-12),
Bologna, Pinacoteca Nazionale
  Guercino, Cristo risorto appare alla Madre (1629),
Cento, Pinacoteca Civica


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