I Malatesta a Cesena

Alla scoperta dell’eredità della nobile famiglia dei Malatesta tra le strade e i monumenti di Cesena

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Con il suo defilè di verdi colline, adorne di vigneti e frutteti, e a metà strada tra il blu del mare e il verde della natura, Cesena si adagia nel cuore dell’Emilia Romagna a cavallo della storica Via Emilia.

Conosciuta, seppur con qualche forzatura, come la “Città dei Tre Papi”, oggi è un abitato molto vivace dalla ricchezza culturale e storica impressionante.

Sotto il governo dei Malatesta (1378-1465) Cesena conobbe un’epoca di magnificenza. Furono quest’ultimi a disegnare l’abitato odierno dalla caratteristica forma a scorpione, le cui mura sono tuttora conservate insieme a quattro delle sei vecchie porte d’accesso (Porta Santi, Porta Fiume, una delle due Portacce e Porta Montanara).

Durante la loro Signoria fu costruita la splendida Piazza del Popolo, ma soprattutto si riedificò la Rocca Malatestiana che, dall’alto del colle Garampo, domina tutta la città, confermandosi una delle fortificazioni meglio conservate di tutta la Romagna.

L’età d’oro della città va individuata però sotto la reggenza di Malatesta Novello, principe illuminato spentosi nel 1465. A lui si deve il progetto della Biblioteca Malatestiana, il dono più grande lasciato a Cesena, giunta fino a noi completamente intatta, dalla sala lignea ai battenti del portale d’ingresso.

La più antica biblioteca d’Italia, per qualcuno persino la più bella del mondo, l’unica a essere stata definita Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

Non da meno è però anche la millenaria Abbazia Benedettina di Santa Maria del Monte che, dal Colle Spaziano, osserva la città sin dall’anno Mille: un vero e proprio centro della cultura sotto i Malatesta, celebre soprattutto per la collezione di ex-voto tra le più ricche d’Europa, per l’imponente cupola dipinta da Giuseppe Milani e per il Laboratorio del Restauro del Libro Antico ancora oggi in funzione.

Ultimo aggiornamento 10/02/2020