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L'AMBRA DI TALAMELLO

33° Fiera del formaggio di fossa

Centro storico

Talamello (RN)

Talamello, nell'Alta Valle del Marecchia, stuzzica golosi ed appassionati con la manifestazione dedicata al suo inconfondibile formaggio, stagionato nelle fosse scavate nella roccia arenaria come da antica tradizione introdotta nel Medioevo.

La fiera sarà ricca di sorprese ed eventi come incontri, conferenze e spettacoli. Nei punti ristoro oltre che nei ristoranti del centro si troveranno appetitosi menu a base di formaggio di fossa. Come ogni anno, anche in questa edizione saranno proposti “gemellaggi gastronomici” con altre produzioni tipiche e tradizionali d’Italia. Incontri, conferenze e spettacoli arricchiranno le giornate della fiera.

Da prodotto di nicchia di una piccola terra di confine, il prodotto si è espanso fino alle soglie del mercato internazionale. Il formaggio di fossa continua a scalare posizioni nella gerarchia gastronomica e dopo aver conquistato il palato del Belpaese si prepara ora al grande salto verso la certificazione di qualità.

Tra mito e storia la leggenda ne fa risalire l’origine al XV secolo, quando nacque l’esigenza per i contadini dell’Appennino romagnolo-marchigiano di difendere le proprie provviste dalle truppe di Alfonso d’Aragona. Sconfitto dai francesi, il principe spagnolo aveva infatti ottenuto l’ospitalità del Signore di Forlì Girolamo Riario; ma in breve a palazzo le risorse cominciarono a scarseggiare e i soldati iniziarono a saccheggiare le campagne in cerca di cibo.

I contadini, per difendersi, presero l’abitudine di nascondere le provviste nelle fosse di arenaria. A novembre, una volta partiti gli eserciti e finite le scorrerie, le dissotterrarono e il miracolo si era compiuto: scoprirono che il formaggio aveva cambiato le proprie caratteristiche organolettiche ed era nato quel prodotto tipico che oggi, a distanza di oltre 500 anni, viene inserito a pieno titolo tra le peculiarità della cucina italiana.

Ogni estate tutte le fosse vengono ripulite e asciugate con un falò di paglia e sterpi, poi, una volta sistemato con un tavolato il fondo per creare un incavo in cui raccogliere il liquido, si ricoprono le pareti con un’intelaiatura di legno e canne foderata di paglia. Quindi vi si depongono forme di pecorino, vaccino o misto in sacchi di cotone bianchi, si chiude la sommità con tavole e gesso e dopo tre mesi si “raccoglie” l’inconfondibile prodotto.

Ma oltre a preservare le fosse, il piccolo borgo è anche uno scrigno d’arte per la presenza di importanti opere quali il Crocefisso di Scuola giottesca (Giovanni da Rimini, 1300); la ‘Cella’, adiacente al cimitero, recentemente restaurata, affrescata, nel 1437 da Antonio Alberti da Ferrara; il Museo-pinacoteca Gualtieri “Lo splendore del reale”, costituito dai 42 dipinti che il pittore italo-francesce di origini talamellesi Fernando Gualtieri ha donato al Comune.

Periodo di svolgimento: l'evento si svolge dal 17/11/2018 al 18/11/2018

Orario: Intera giornata

Programma:

da definire

Ingresso: gratuito

Punti informazioni e prenotazioni

Comune di Talamello (Informazioni)
Piazza Garibaldi, 2 - 61010 Talamello - Tel: 0541 922893 - 333 3601347 - Fax: 0541 920736
Orario giorni feriali:

9.00 - 13.30

Orario giorni festivi:

chiuso

museo.gualtieri.talamello@provincia.rimini.it

A cura della Redazione RiminiRiviera (27/10/2018)

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