Rivalta

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Rivalta s’affaccia sul fiume Trebbia, nella valle cui il fiume dà il nome, ai piedi delle prime colline dell’Appennino Piacentino coperte di vigneti.


Perché visitarla

Il suggestivo borgo fortificato, completamente chiuso al traffico, posto attorno all’imponente Castello conserva perfettamente il suo aspetto medievale. La Torre di guardia dell’anno 1000 accoglie il visitatore che qui troverà interessanti spunti per una visita culturale e luoghi di ristoro dalle antiche atmosfere.


Quando andarci e cosa vedere

Passeggiando nei vicoli si possono ammirare suggestivi scorci e la torre del castello dal profilo inconfondibile ed unico, coronata dalla singolare guglia a dominio del fiume.

I castelli di Rivalta e di Statto, coi castelli di Montechiaro e di Rivergaro, che sono sull'altra sponda, controllavano infatti l'accesso alla val Trebbia del Caminus Ianuae, un tempo importante via di comunicazione con il Genovesato e quindi con il mare.

La fortificazione è già testimoniata nell’XI secolo. Fu dei Malaspina e nel XIV pervenne ai Landi che la tennero fino alla fine del XIX secolo quando passò alla famiglia dei Conti Zanardi Landi. La sontuosa residenza signorile, ancor oggi adibita a dimora privata, circondata da un magnifico parco, annovera tra gli ospiti abituali i componenti della famiglia reale d'Inghilterra. Il castello, aperto al pubblico da febbraio a novembre nei giorni festivi e in altre date su prenotazione, fa parte del circuito Castelli del Ducato di Parma e Piacenza. La sua visita è un’occasione imperdibile per ammirare stanze con gli arredi originali dal 1500 al 1800, il salone delle armi, dedicato alla battaglia di Lepanto, alla quale parteciparono i nobili piacentini, e per abbracciare con lo sguardo, dall’alto della sua torre, il panorama sulla vasta pianura e sui colli circostanti.

Anche questo Castello come tutti quelli che si rispettano vanta il suo fantasma: quello del cuoco Giuseppe che sembra s’aggiri ancora per la cucina e per la stanza delle armi.

Una visita merita infine anche la Chiesa di San Martino. La costruzione quattrocentesca con soffitto a capriate, decorazioni in cotto, ospita tele del pittore seicentesco Ferrante di Bologna.


Camera con vista

Di recente apertura è l’esclusivo albergo diffuso “Residenza Torre San Martino”. Situato in uno degli antichi edifici del borgo, dispone di 10 camere di charme con letti a baldacchino, velluti di sete pregiate, quadri autentici, stampe e mobili d'epoca. Appartengono all’albergo diffuso anche i cottages, dai caratteristici colori delle dimore rurali, arredati da mobili d’epoca e con soffitti in legno.


Sulla tavola

All’Enoteca e nei ristorantini di Rivalta, dai soffitti di travi in legno, camini e pavimentazione in cotto, si possono gustare i piatti della tradizione piacentina: tortelli con la coda, pisarei e fasò, anolini in brodo, i salumi DOP, gli arrosti e le carni di bovino e maiale e i vini DOC dei Colli Piacentini provenienti dalle cantine locali. Il borgo è inserito nel percorso della Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini.


Per divertirsi

Per gli appassionati del golf il Croara Country Club, posto a soli 2 km offre 18 buche molto tecniche lungo l’affascinante scenario del corso del fiume con fairway mediamente stretti, bordati da querce, castagni, pioppi e robinie.


Appuntamenti di rilievo

La notte di Natale, oltre cento comparse che rievocano antichi mestieri e la storia della Natività trasformano il borgo per dar vita al ”Presepe vivente”.

La festa di San Silvestro coinvolge tutto il paese con animazione nella Limonaia; visite guidate a Castello con fantasmi, dedicate ai bambini; concerto di fine anno in Chiesa; cenone, brindisi e fuochi d’artificio.


Informazioni e consigli utili

Il borgo è completamente chiuso al traffico, con selciato in acciottolato, parcheggio per auto e pullman adiacente.


Nei dintorni

Nella vicina Val Nure si può raggiungere il suggestivo borgo neo-medievale di Grazzano Visconti (17 km). Percorrendo la panoramica strada della Val Trebbia, la SS4, si raggiunge in poco tempo la città di Bobbio (30 km, con l’abbazia di San Colombano e il caratteristico ponte gobbo.

In Val Luretta, merita una visita il Castello di Agazzano (7 km). Da qui si può poi proseguire in direzione della località Pianello Val Tidone (20 km) passando per le colline coltivate a vigneto alla volta del castello Rocca d’Olgisio (26 km) che offre un panorama mozzafiato sugli Appennini.

Questi castelli sono visitabili e fanno parte del circuito Castelli del Ducato di Parma e Piacenza.

Ultimo aggiornamento 15/01/2020

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